Competenze
Servizio al pubblico, programmazione e promozione attività culturali, attività didattiche con le scuole di ogni ordine e grado, gestione del personale dell’ufficio, catalogazione
Unità organizzativa genitore
Responsabile
Tipo di organizzazione
Assessore di riferimento
Persone che compongono la struttura
Sede principale
Contatti Utili
Ulteriori Informazioni
Cenni storici
L’edificio attualmente sede della Biblioteca "Gino Baratta" era in origine sede dell’Ospizio di Sant’Antonio e successivamente, dal 1872, del macello comunale, ampio complesso architettonico ideato e realizzato dall’architetto bresciano Giovanni Cherubini. L’antico Ospizio di Sant’Antonio, edificato verso la fine del ‘300 per volontà del capitano di Mantova Guido Gonzaga, è da ricondurre al comune sentire religioso che accomunava autorità civili e religiose, nell’impegno di prestare ospitalità ai bisognosi e ricovero ai pellegrini.
L’Ospedale di Sant’Antonio mantenne in vita la funzione di ricovero per i pellegrini di passaggio per Mantova, di ospizio per gli orfani e i fanciulli abbandonati nonché di sede per gli infermi dimessi dall’Ospedale Grande di Mantova fino a che non fu soppresso nel 1786, in epoca Giuseppina, durante la prima fase di chiusura degli ordini religiosi minori.
Dal 1786 quindi tutto il fabbricato fu acquisito dal Governo austriaco e utilizzato come magazzino di attrezzi e ricovero di truppe di stanza in città, fino a quando il Municipio di Mantova, preso dalla necessità di trovare una nuova collocazione all’antico macello ubicato sul lungo rio tra via Pescheria e piazza Martiri, nel 1870 ne acquistò la proprietà e ne decretò il totale abbattimento.Dopo il lungo e complesso lavoro di recupero effettuato dall’architetto Adolfo Poltronieri, tra gli anni ’80 e la fine degli anni ‘90, della struttura originaria si conserva solo il cortile principale caratterizzato dai due corpi di accesso con portico ad archi a tutto sesto, e i due corpi pieni laterali, un tempo adibiti a stalla per i bovini e i suini.
Presso l’Archivio storico comunale sono conservati i disegni originali del Cherubini del 1872. La Biblioteca Mediateca Gino Baratta, aperta al pubblico il 19 dicembre 1998, si è proposta alla città come sede di servizi d’informazione innovativi e come sede di collezioni documentarie sui più diversi tipi di supporto legate alle discipline contemporanee.
Obiettivi, competenze e responsabilità
La Biblioteca Comunale "Gino Baratta" è una biblioteca di pubblica lettura che:
- concorre a garantire il diritto a tutte le persone ad accedere liberamente e gratuitamente alla cultura, ai documenti, alle informazioni, alle espressioni del pensiero e della creatività umana, secondo i principi previsti dalla Costituzione Italiana quali fondamenti della società civile e della convivenza democratica;
- è servizio di base e primo punto d'accesso del cittadino all'informazioni e alla documentazione, sostiene la formazione per tutto l'arco della vita, costituisce un punto di riferimento per le diversità culturali;
- contribuisce ad accrescere la consapevolezza dell'eredità culturale e a trasmetterla alle generazioni future, svolgendo servizi di documentazione sulla realtà locale cui fa riferimento.
Ultimo aggiornamento: 17 dicembre 2025, 12:04